Il ponte

Il ponte
Quadro di Enzo De Giorgi
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lunedì 15 marzo 2010

Ballata (2)

Eccessi


Esagero.

Sempre.

Non conosco le mezze misure.

Tutto o niente.

Bianco o nero.

Ridere o morire.

Di qua o di là.


Mi spiegano che no, non funziona così.


Mediazioni.

Compromessi.

Temperatura tiepida, non bollente o gelida.


Ma io sono quella che dice "sì" o "no", non "forse".

Sono quella che odia l'aggettivo "carino".

Sono quella che c'è o non c'è.

Sono quella che se ama non si risparmia e se odia nemmeno.

Sono quella che non ama il lago perché non è dignitoso imitare il mare ma fermarsi a una pozzanghera.


O dormo o sono sveglia.

O piango o rido.

O vivo o muoio.


Conosco il colore delle sfumature, ma non lo scelgo.


Io so l'immobilità.

Il silenzio.

Il buio.

Il dolore.

Il valore deflagrante di una risata.


Non è obbligatorio seguirmi.

Lo è lasciarmi andare.


domenica 7 marzo 2010

la luna (ballata)

La luna



Come dice il vecchio saggio? Se indichi la luna a uno stupido, lo stupido guarda il dito.

Perché non è mica facile guardare la luna.

Molto più rassicurante guardare il dito che la indica.

Attorno al dito sta aggrappato lo stupido.

Il temerario guarda la luna, e le sorride.

Non sempre accade il contrario, che la luna sorrida, ma tant'è.


Tu mi sfidi, mi inviti.

Io ti seguo perché forse sarò stupida ma è la luna che voglio guardare.


Non ho la tua forza.

Le energie, spesso, se ne vanno nella ricerca del respiro che sembra sprofondato in un pozzo.

Ma io cerco la luna nel pozzo, quindi è perfetto.

La cerco per raccontarle le mie storie.

Chissà se mi ascolterà?

E se non lo farà lei, qualcuno, di certo, ci sarà.

Uno sprovveduto.

Un pazzo.

Un sognatore.

Un temerario, che punta il dito al cielo e sorride alla luna.



domenica 28 febbraio 2010

Due


Giampaolo





Seguo il mio amore e il mio amore mi segue sempre.
Come un'ombra, come un suono prolungato, come una foglia che non smette di cadere.
Il mio amore è senza convenevoli e combinazioni, senza strategie e costruzioni complesse.
E' la pausa tra una parola e l'altra.
Come tamburellare le dita nell'attesa.
Mi accoglie e lo abbraccio senza l'ansia di perderci.
Siamo migranti di cuori e di mani.
Del mio amore ho poche fotografie perché è sempre lui che mi fotografa, eppure il suo viso è indelebile.
Ci concediamo sorrisi come fossero sempre i primi della giornata.
Siamo sempre in viaggio.
Il mio amore ha un nome e un cognome.
E il suo essere è raccolto tutto lì, in ciò che è.


Ps: mi scuso per l'utilizzo improprio di questo blog collettivo per una dichiarazione d'amore :-)

giovedì 25 febbraio 2010

passaggi


E' come cadere, solo che non smetti mai di farlo. La caduta è continua, senza fine. Ti afferri con gli occhi a ciò che vedi: una scrivania, dei libri, lo schermo acceso di un computer, un fazzoletto di carta, qualche penna, la finestra che si apre sul cielo striato di bianco. E intanto cadi, cadi, cadi. Senti il suono della radio, i passi fuori dalla porta, una voce in lontananza, lo stridere di un freno. La caduta non cessa mai, però. Cadi cadi e ti domandi: ma la terra non dovrebbe essere sotto?

martedì 23 febbraio 2010

tempo


Mi manca il tempo, in questo periodo.
Per raccogliermi dentro il bianco rassicurante di una pagina, nella vita di personaggi che mi illudo di condurre per mano.
Ma non resisto all'invito di Giusy alla condivisone, all'idea del "ponte" tra un luogo e un altro, poco importa da che parte del ponte stai e dove questo ti condurrà.
Comunque, è un luogo di passaggio, e io li ho sempre amati i ponti. E pure i passaggi.